Ancora randagiando…

Ieri mattina. Il tempo di una fermata di bus… il tempo di incrociare la sagoma di una donna, capelli neri, maglia nera, calze nere, i fianchi larghi larghi vestiti di una gonna di tulle gialla come un enorme fiocco di mimosa, che non riesce a dare luce ai suoi occhi marcati di nero, tristi, dubbiosi e lontani…
Il tempo di essere sorpresa da una musica che pulsa come cuore d’Africa, e sorprendere in fondo al bus un ragazzo nero nero che a quel ritmo sembra fremere. E immagino che quella musica disegni per lui le sue terre lontane, e lo porti fin là… ma un grido che è sconforto e, forse, preghiera trafigge aria: “Dov’è Dio? Dov’è Allah! Qui non c’è Dio. Qui non c’è Allah!”

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