L’ho incontrato, un dio pietoso, forse, in quella non più bambina ritornata bambina, che mi indica la pianta che in casa le sfiora il soffitto e mi spiega quanto lontano affonda quella pianta le radici… le affonda, mi racconta, nel piano della cantina, giù giù, tanti piani giù giù, che è piano di terra che il portiere ha curato e seminato e coltivato… ora i rami sono saliti fino a lei, in quella sua casa al decimo piano, dove da mesi e mesi vive, che uscire è ormai solo un sogno non sogno lontano… e sorride di gioia per il regalo di quella pianta che ha bucato il pavimento per lei… ed è qui, ad allargare orizzonti di vita, sbeffeggiandosi di chi glieli vorrebbe ristretti intorno…